New York, di corsa… anche per festeggiare l’Italia

di Valeria Pascucci Serra

Now you wouldn’t believe me if I told you, but I could run like the wind blows. From that day on, if I was ever going somewhere, I was running!” (cit. dal film “Forrest Gump”, 1994)

Non c’è niente di più newyorkese di una corsa al Central Park di domenica mattina per sfuggire al turbinio di una città che non dorme mai (e non è un luogo comune credetemi!). Così come non sono il frutto della fantasia di scrittori e cineasti gli scoiattoli che ti tagliano la strada, la gente che medita tentando vanamente di combattere lo stress e i bambini in cerca di spazi aperti dove potersi rincorrere liberamente.

Sforzatevi ora di immaginare in questo scenario gli inni americano e italiano ascoltati dal vivo in compagnia di 11mila corridori che aspettano il “bang” dello starter per vivere insieme le 5 miglia (circa 8 km) della prima corsa tutta italiana della grande mela: per me è stata magia pura.

Italy Run by Ferrero è il risultato di una riuscitissima partnership fra il nostro Consolato Generale di NY e la New York Road Runners -NYRR- l’organizzazione nata per aiutare ed ispirare le persone attraverso la corsa e nota per la maratona di New York, la piú partecipata del mondo. Last but not least, il week end celebrativo della Festa della Repubblica non sarebbe stato possibile senza sponsors come, fra gli altri, Ferrero, Technogym, Fiat Auto, Banca Intesa e Lavazza. E così, dopo il primo e fortunato appuntamento podistico tutto italiano del 2018, ho corso quello del 2019 e correrò ovviamente anche quello del 2020; ma il brivido e la preparazione della prima corsa difficilmente lo dimenticherò.

Chi scrive non è una “runner” della domenica e tanto meno una “runner” abituale. Il massimo della corsa per me è sempre stata quella fatta per prendere al volo gli autobus romani. Stop.

E invece l’effervescenza di New York e un’indomita coach (Tania Cagiotti Sanfilippo) hanno fatto il miracolo e, dopo un inverno trascorso ad allenarmi, sono riuscita ad arrivare alla “finish line” dove i preziosissimi volontari della NYRR erano pronti a salvarci (o quanto meno a salvarmi) distribuendo bagels, mele e soprattutto Nutella!

Finita la gara è iniziata la seconda parte del divertimento. Tutto mi sarei aspettata tranne che ballare sulle note della Carrà nel cuore di uno dei parchi più famosi al mondo. Un pittoresco gruppetto musicale ha intrattenuto gli esausti corridori con canzoni di quel repertorio che si tende tanto a bistrattare e bollare come vecchio, popolare e scontato, ma che quando giunge alle nostre orecchie rispolvera corde sepolte dal tempo e risveglia parole e musiche che sembravano dimenticate, costringendoti a ballare e cantare a squarciagola.

In un’assolata domenica di inizio giugno a Central Park era riunita, tra politici del nostro Parlamento, vip giunti per l’occasione e amanti della corsa e del nostro Paese, tutta l’italianità dei 5 boroughs: quella dell’attuale fuga dei cervelli, quella degli italo-americani con più o meno antiche genealogie familiari e quella più transitoria come la nostra, gruppo di diplomatiche, diplomatici e consorti intenti a conciliare il fascino della vita locale con l’attaccamento alle nostre origini.

 “ I’m pretty tired… I think I’ll go home now, esclama Forrest Gump dopo aver attraversato di corsa tutti gli Stati Uniti d’America e sentendosi un po’ “stanchino”. Ma non è ancora il mio caso. Forse.

P.S. Per la cronaca sono orgogliosamente giunta (viva!) 6630esima sui 7990 che hanno tagliato il traguardo!

VIDEO

SI RINGRAZIA IL CONSOLATO GENERALE ITALIANO DI NEW YORK
THANKS TO THE ITALIAN CONSULATE GENERAL, NEW YORK

Regia: Isabel Achaval Genuardi
Assistente alla regia: Marina Sagona
Production Service: Mediakite
Post-production: Awen films

Valeria Pascucci Serra

Nata e cresciuta a Roma, e laureata in Sociologia presso l’Università “La Sapienza”. In quei rari periodi in cui non è in aspettativa è impiegata al Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. Sicuramente mamma e moglie, ma soprattutto viaggiatrice per passione. Per inserirsi al meglio nelle realtà in cui ha la fortuna di vivere segue ovunque corsi di lingua. Ha vissuto in Eritrea (Asmara), Belgio (Bruxelles), Turchia (Ankara) e vive attualmente a New York con marito, figlia adolescente e gatta turca. 

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