I confini della mia lingua

di Maria Giovanna Fadiga Mercuri

 

“Die Grenzen meiner Sprache bedeuten die Grenzen meiner Welt” scriveva Ludwig Wittgenstein. I confini della mia lingua sono i confini del mio mondo. Per secoli la lingua di Dante ha affascinato poeti, letterati, musicisti in tutta Europa, e non solo. Perché Mozart, Goethe, Keats, Voltaire, Byron, Joyce studiavano ed usavano l’italiano? Per penetrare a fondo la nostra magia, per aprire porte altrimenti inesorabilmente chiuse.

Tutte noi parliamo più lingue per necessità o meglio per ovviare alle prime necessità: fare la spesa, prendere un bus, trovare un indirizzo, e così via… E guardiamo con invidia e orgoglio i nostri figli, veri poliglotti naturali. Loro hanno capito il segreto: la necessità di comunicare tra esseri umani e dunque di sentirsi “uguali” attraverso la parola. Per i Greci “gli altri” erano definiti barbari, cioè coloro che balbettavano (bar-bar) e dunque non avevano gli strumenti idonei alla comunicazione fertile e costruttiva. Quando ho cominciato a studiare il coreano ho scoperto che la parola “amico” significa “colui che mangia con me”. Da un termine così banale ecco una finestra sulle condizioni di un popolo, sulla sua indigenza e quindi sullo sforzo sublime della condivisione del poco per ottenere il molto: l’affetto profondo di un amico.

I confini della mia lingua sono i confini del mio mondo. Parole lontane, scritte nel 1921, quando si stavano per erigere dei confini quasi indistruttibili. Parole attuali: il mio mondo è davvero nel mondo?

Se apriamo la nostra mente alla lingua degli altri siamo davvero ambasciatrici della nostra e, grazie alla ricchezza che conquistiamo, ottemperiamo ad un dovere umano fondamentale: la disponibilità dell’anima e il rifiuto delle differenze. Non è infatti il Vangelo di Giovanni che inizia con “In principio era la Parola?”.

Maria Giovanna Fadiga Mercuri

Filologa latina e greca, ha vissuto da umanista convinta nelle varie sedi estere – dalla Corea del Sud al Regno Unito, dalla Germania al Belgio, dagli Stati Uniti nuovamente in Corea del Sud e questa volta anche del Nord – svolgendo attività di studio e di ricerca nel suo settore di formazione. Appassionata di lingue antiche e moderne, attualmente insegna a Roma. È Membro dell’attuale Consiglio Direttivo dove si occupa di attività culturali ed è delegato Eufasa.

1 Commento
  1. Bello… mi ispira a studiare anche questa volta, nella quale stava predominando la pigrizia. Che impedisce un vero processo di “andare verso”… Grazie Maria Giovanna.

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