VIVA L’ARTE, VIVA VENEZIA!

di Pucci Biffi Rastrelli


Si inaugura quest’anno la 57° Esposizione Internazionale d’Arte con il titolo “Viva Arte viva“ entusiastica esclamazione di gioia.
L’idea principale sarà la creatività e lo sottolinea la curatrice Christine Macel , scelta da Paolo Baratta Presidente della Biennale, giovane e bella signora con esperienza al Centre Pompidou che ha sottolineato il suo stile molto contemporaneo presentandosi indossando scarpe da ginnastica bianche con un cappottino dorato!
Gli artisti che presenta è andata a cercarli in giro per il mondo e li ha voluti giovani e vecchi, sconosciuti e dimenticati di quelli che alle grandi aste non fanno tremare il banco. Gli invitati sono 120, di 51 Paesi ma soprattutto nessuno di loro era mai stato in Biennale! I Paesi che hanno aderito saranno 86 di cui alcuni al loro debutto.
A questa importante manifestazione si è voluto cambiare il concetto tradizionale di padiglione inteso come aggregazione, aprendolo alla fusione delle diverse culture, ai linguaggi senza barriere dove tutto diventa fluido per l’arte e con l’arte.
Bonito Oliva ci suggerisce di abbinare questa Biennale al concetto di otium, la qualità antiutilitaristica di un tempo del godimento e dell’espansione spirituale in contrapposizione con il negotium, momento del puro calcolo economico.
Christine Macel invita gli artisti a confrontarsi con la loro arte, a mettere la loro creazione artistica, eterno interrogativo degli spettatori, in luce mostrandola nei vari passaggi facendola diventare linguaggio condiviso.
Assisteremo così ad artisti che dormendo suggeriscono una fonte di creatività ma per Madame Macel la migliore fonte ispiratrice restano i libri qui artisticamente presenti nella forma di enciclopedie bruciate, o ridotti a merce o scannerizzati in codici criptati.
Ci aiuteranno ad interpretare questa Biennale le tracce di Bonito Oliva che ci vede molto “l’èsprit francese”, o la “prevalenza del femminile” per Bartolomeo Pietromarchi e una quasi sparizione dell’ “oggetto-quadro“ come se il quadro fosse una cosa da adulti, mentre qui siamo più vicini ad una esposizione infantile e senza drammaticità” commento di Vittorio Sgarbi.
Mi piace sottolineare come in questa Biennale si assista ad una parata di arte come trouvaille, ne è esempio la natura che spunta dalle scarpe da tennis (di Michel Blazy) composizione di arte viva.
Alle Corderie hanno ospitato artisti collaudati: mi incuriosiscono la “lacrima di inchiostro che cola su una sfera“ (Giappone) e le “gocce di porcellana” (Cina), al padiglione russo troveremo storia e passato con il “Teatrum Orbis Terrarum” di Ortelius…
Ci vediamo tutti a Venezia, la Biennale chiude a Novembre… giusto per aggiungere ancora un piccolo commento al nostro prossimo notiziario “Altrov’è”!

Pucci Biffi Rastrelli
pucci

Gli studi le avrebbero offerto di diventare maestra d’asilo. Ha preferito seguire il marito diplomatico cominciando una affascinante carriera iniziata da Baghdad dove  ha pensato anche di fare una bimba bionda bionda che stupiva gli Iracheni. Le sedi si sono susseguite con Berna, Mosca, Stoccolma, Lagos, Sofia e Maputo. Ha avuto la possibilità di lavorare con Franco Maria Ricci, la Fiera di Vicenza e Cleto Munari. Le piace l’arte in tutte le sue declinazioni e si mette sempre in gioco davanti a nuove esperienze.

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