Letti per voi
ovvero i libri da mettere in valigia secondo noi

Marzia Brofferio Celeste

“Eva dorme” di Francesca Melandri

51fcQYLiH+L._SX316_BO1,204,203,200_Mi sono ritrovata a leggere questo libro per caso, durante una lunga, lunghissima giornata uggiosa londinese. Si, una di quelle giornate in cui passi il tempo ad aspettare: aspettare di essere ricevutta dal medico che ha quarantacinque minuti di ritardo, ad aspettare che tuo figlio esca da scuola (visto le grandi distanze londinesi non conviene tornare a casa per mezz’ora per poi riuscire e quindi spesso mi riparo a leggere in un pub carino e accogliente vicino alla scuola elementare francese di Brook Green), ad aspettare che finisca la sua ora e mezza di tennis e poi ancora, la sera, sull’autobus 74 aspettare di arrivare ad un ricevimento in centro. Una giornata così sará capitata anche a voi, l’avrete vissuta un milione di volte, ne sono sicura. Mi potrete capire.

Quel giorno, come sempre, avevo con me l’insostituibile Kindle e ho cominciato a cercare un romanzo da leggere. Volevo qualcosa di semplice, un romanzo storico, non troppo lungo, magari scritto da una donna, possibilmente italiana (sono sempre a caccia di libri di autori italiani contemporanei da suggerire alle mie amiche inglesi) e ho scoperto questa perla.

Il titolo suggeriva qualcosa di tremendamente triste, decadente, un po’ da “lettura da spiaggia” e stavo per scartarlo quando mi sono accorta che le recensioni erano estremamente positive e molte provenienti da lettori uomini: non doveva essere poi cosi’ strappalacrime…  Allora mi sono fermata e ho provato a leggere la trama. Interessante. Uno spaccato di Italia a me completamente sconosciuto nonstante dal 1932 la mia famiglia possieda una casa in Val di Fassa dove abbiamo trascorso vacanze da sogno d’estate e d’inverno con la mia numerosa famiglia.

“Eva dorme” è la storia di una donna, Gerda Huber, di sua figlia Eva e di Vito, un carabiniere calabrese che si trova catapultato suo malgrado in un paese che non capisce e che non lo vuole. E’ la storia del Sudtirolo (o dobbiamo dire Alto Adige?) del turismo di massa, dei rapporti tra nord e sud, dei rapporti familiari, del periodo tra le due grandi guerre, degli usi e costumi di una piccola regione a meta’ tra l’Austria e l’Italia.

Una vicenda che parte dal lontano 1919 e che arriva ai giorni nostri, che attraversa tutta l’Italia e che narra la vita di ben tre generazioni di cittadini dell’Alto Adige.

Ma è molto di più. È la storia della politica italiana del primo dopoguerra; è la storia degli attentati e delle feroci rappresaglie delle forze dell’ordine degli anni Sessanta; è la storia della vita in un maso chiuso e bigotto e della vita conflittuale tra i contadini e la gente di città; è la storia dell’amore di un territorio con paesaggi magnifici e con persone piene di dignità e forza di volontà; è la storia di un mondo che vive fino in fondo il contrasto tra la tradizione e il progresso.

Lo stile è semplice, anche se a volte un po’ lento, ricco di vocaboli dialettali. La storia è interessante e coinvolgente e i temi che affronta sono molto seri, complessi e poco noti.  Un libro da leggere tutto di un fiato (l’ho finito a notte fonda) che apre momenti di riflessione su vicende che ignoravo. Da leggere e da fare leggere anche ai nostri ragazzi che di storia italiana –purtroppo- sanno poco.

Marzia Brofferio Celeste
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Marzia Brofferio Celeste, laureata in Bocconi in Economia Aziendale, dopo un anno presso la Commissione Europea a Bruxelles, ha lavorato come consulente (Head Hunter e Formazione Manageriale) per numerose multinazionali in Italia, in Francia ed in Belgio.
Ha vissuto in Siria (Damasco), Bulgaria (Sofia), Belgio (Bruxelles) e attualmente vive nel Regno Unito (Londra). 

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