Kenia. Ruharaka Uhai Neema Hospital, orgoglio italiano

di Olga de los Santos Massoni


Ero arrivata da pochi giorni a Nairobi quando, un improvviso malore di uno dei dipendenti della Residenza, mi diede l’occasione per conoscere il medico piemontese Gianfranco Morino, fondatore, assieme ad un gruppo di amici, dell’Onlus “World Friends” e del Ruaraka Uhai Neema Hospital di Nairobi. In attesa del risultato delle analisi, Morino, di fronte ad una tazzina di ottimo caffe’ italiano, mi raccontò che quando nel 2005 vide il terreno ove ora sorge la struttura sanitaria, un rettangolo di terra rossa in posizione strategica rispetto alle grandi baraccopoli del nordest di Nairobi, gli parve da subito il posto ideale per realizzare il suo sogno: costruire un ospedale dove tutti potessero avere assistenza medica, dove nessuno venisse respinto perché non era in grado di pagare la prestazione medica, un centro dove si potesse far fronte alle emergenze e dove tutti potessero avere accesso a farmaci ed a cure adeguate in un ambiente pulito e rispettoso delle esigenze del malato.

Da quel primo incontro si è sviluppato, sia con lui che con sua moglie Marcella, un rapporto di amicizia e di collaborazione che certamente travalica quello formale dettato dal ruolo che ricopro. Il sogno di Gianfranco si è infatti trasformato in realtà e oggi, a più di undici anni della sua inaugurazione il Ruaraka Uhai Neema Hospital conta con settanta posti letto, un reparto di maternità dove nascono più di 3000 bambini l’anno, uno di pediatria, una sala chirurgica ove si realizzano annualmente circa 1500 interventi, un ambulatorio dove vengono visitati 130.000 pazienti con un bacino di utenti di circa un milioni di abitanti. Niente male per un ospedale che non solo è diventato il punto di riferimento di una popolazione molto bisognosa ma che è anche motivo di orgoglio per il nostro Paese. Come ho avuto modo di appurare direttamente in numerosi incontri in Residenza e in visite alla struttura, presso l’Ospedale prestano servizio volontario numerosi medici italiani che, unitamente ai contributi della cooperazione italiana allo sviluppo ed alla generosità di moltissimi donatori privati del nostro Paese, sono stati essenziali per il successo di questa iniziativa. A testimonianza di ciò, nonostante la tradizionale riservatezza propria della gente piemontese, Gianfranco, quando è stato insignito dell’onorificenza di Cavaliere OMRI, mi ha informato che il Neema Hospital era stato recentemente premiato per la qualità dei servizi, conquistando il livello 4 (su 5) per la qualità delle cure prestate, raggiungendo, secondo il SafeCare System.(*), uno dei punteggi più alti tra 500 strutture sanitarie pubbliche e private del Kenya.

Ma il Neema Hospital è anche salute globale, un complesso network che punta sulla medicina comunitaria, sulla prevenzione, l’educazione sanitaria nelle scuole, la prevenzione della disabilita attraverso i servizi di maternità e la formazione alle mamme con bambini disabili. Nelle mie visite
nelle baraccopoli di Nairobi e nei miei incontri con Gianfranco e i numerosi volontari e religiosi che operano in tali realtà, ho compreso come una delle cause principali della disabilità del nascituro vada ricercata nel parto non assistito delle giovani madri, sovente sole e completamente prive dei contatti con il villaggio e la famiglia di origine. Sono spesso gravidanze frutto della violenza, in un ambiente ostile, assai diverso da quello campestre dal quale le giovani madri il più delle volte provengono. Nella baraccopoli, racconta il dott. Morino, si tocca con mano la miseria vera, la povertà estrema, non solo materiale, ma soprattutto umana, dove le persone, a differenza di ciò che avviene nei villaggi natii, sono terribilmente sole. Una situazione di solitudine e di povertà, peggiorata negli ultimi anni a causa della crescita esponenziale delle diseguaglianze sociali nel Paese. Per questo il Neema Hospital è un esempio concreto di come, in questa terra color ruggine, si possa, grazie alla determinazione e al sacrificio di persone come Gianfranco ed alla generosità di tanti nostri connazionali, realizzare un sogno che non si limita a fornire assistenza
sanitaria di qualità, a dare la possibilità a tante mamme di partorire i loro bambini in una struttura ospedaliera sicura ma anche di usufruire del servizio di due ambulanze che 24 ore al giorno, tutti i giorni della settimana, si recano all’interno delle baraccopoli, superando i problemi di sicurezza e lavorando permanentemente in sinergia con il territorio e i medici locali.
E’ possibile sostenere il Ruaraka Uhai Neema Hospital donando il 5 per mille, link su: www.world-friends.it

Olga de los Santos Massoni
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Giornalista. Per più di dieci anni corrisponde da Roma per diverse testate cilene e accreditata presso la Sala Stampa della Santa Sede. Prima della partenza per il Kenya, ha svolto il ruolo di Capo Redattore del portale Integrazione Migranti della Direzione Generale dell’Immigrazione e delle Politiche di Integrazione del Ministero del Lavoro.  Attualmente in aspettativa dall’ ANPAL Servizi S.p.A  (ex Italia Lavoro)

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